Il rapporto del gestore dei servizi energetici per il 2019

Sintesi delle attività svolte dal GSE per la promozione dello sviluppo sostenibile nel 2019
30/06/2020
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Nel corso del 2020 il gestore dei servizi energetici (“GSE”) ha pubblicato il rapporto annuale per il 2019.

Il rapporto annuale evidenzia come la trasformazione del sistema energetico a cui sta andando incontro il nostro paese sia del tutto in linea con quanto previsto dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (“PNIEC”), documento stilato a fine 2019 (e commentato in altro contributo), che per la sua redazione ha visto coinvolto il GSE, in prima linea, oltre ai Ministeri competenti e ad altri soggetti istituzionali.

Inoltre, il rapporto pone in evidenza come il ruolo rivestito e le attività poste in essere dal GSE siano di grande importanza, sia nell’ottica di gestione dei meccanismi di promozione, sia in chiave di supporto ai vari interlocutori per raggiungere gli obiettivi previsti dal suddetto Piano al 2030.

Si stima in particolare che, con riferimento al 2019, i meccanismi di promozione e incentivazione posti in essere dal GSE abbiano contribuito a generare circa 2,6 mld€ di nuovi investimenti.

si stima inoltre, che l’energia rinnovabile prodotta e i risparmi energetici incentivati abbiano evitato l’emissione in atmosfera di 43 mln di tonnellate di CO2 e il consumo di 111 mln di barili di petrolio. Infine, dal punto di vista occupazionale, si calcola che i posti di lavoro correlati a tutte le iniziative sostenute dal GSE nel 2019 siano pari a 50.000 unità di lavoro annuali (equivalenti a tempo pieno).

Il valore delle risorse gestite dal GSE, nello stesso 2019, per la promozione della sostenibilità, ovvero i costi sostenuti da consumatori e soggetti obbligati per tale finalità, ha raggiunto il livello di 14,8 miliardi di euro, di cui:

-11,4 miliardi per l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili;

-1,3 miliardi per l’efficienza energetica e le rinnovabili termiche;

-800 milioni di euro relativi ai biocarburanti;

-1,3 miliardi riconducibili ai proventi derivanti dalle aste di CO2 nell’ambito del meccanismo europeo ETS (Emission trading scheme).

Le principali tappe raggiunte:

1) Rinnovabili elettriche

Con riferimento ai consumi energetici soddisfatti mediante le fonti rinnovabili, l’Italia, nell’anno 2019, ha superato la soglia del 17%, ponendosi in continuità con i risultati raggiunti negli ultimi sei anni.

In particolare, in tema di rinnovabili elettriche, che contribuiscono il larga misura a soddisfare i consumi energetici del paese, sono stati prodotti 1,2 GW di potenza aggiuntiva rispetto all’anno precedente, di cui 750 MW circa provenienti da fotovoltaico e oltre 400 MW dall’eolico (così come incentivato ai sensi dei DD.MM. 23 luglio 2016 e 6 luglio 2012).

Sempre in tema di rinnovabili elettriche, un capitolo del Rapporto GSE è ovviamente dedicato agli incentivi. Nel dettaglio, lo scorso anno, i costi sostenuti dal Gestore per sostenere gli incentivi sono stati di circa 12,9 miliardi di euro. La cifra risulta in calo rispetto al 2018 sia per la minor produzione idroelettrica che per l’uscita di alcuni impianti dal sistema incentivante. È lo stesso documento a spiegare che i costi sostenuti per mettere in atto i meccanismi incentivanti “sono stati in parte compensati dai ricavi provenienti dalla vendita dell’energia elettrica ritirata dagli impianti incentivati”.

Nel 2019 il GSE ha venduto sul mercato elettrico 28,6 TWh, e ne ha realizzato un corrispondente ricavo pari a 1,5 miliardi di euro. La differenza tra i costi e i ricavi ha determinato un onere sulla componente di spese per oneri di sistema della bolletta elettrica per il 2019 pari a 11,4 miliardi di euro, in lieve diminuzione rispetto agli 11,6 miliardi di euro del 2018.

2) Meccanismi di incentivazione

Con riferimento alle rinnovabili elettriche, nel 2019 si è aperto il primo bando –su un totale di sette- relativo alle procedure di registro e asta di cui al D.M. 4 luglio 2019 (c.d. decreto FER 1). Sono state ammesse in posizione utile 335 domande, per una potenza complessiva disponibile di 588 MW. Il contingente relativo alle aste del gruppo A è stato saturato, con una netta prevalenza dell’eolico rispetto al fotovoltaico. Mentre, l’intero contingento del gruppo B è stato assegnato all’idroelettrico.

Sono entrati in esercizio 417 MW, di cui 376 MW eolici, relativi ad impianti incentivati nell’attuazione del D.M. 23 giugno 2016. L’energia incentivata nel 2019 è pari a 2.365 GWh, per un costo di 184 mln€. Il suddetto decreto, ha dispiegato gran parte dei suoi effetti, vi sono ancora, in parte residuale, progetti di impianti in posizione utile nelle aste e nei registri che devono entrare in esercizio, per un totale di 187 MW.

Gli impianti entrati in esercizio ai sensi del D.M. 6 luglio 2012 sono 2.819 (1.651 eolici e 620 idroelettrici ad acqua fluente), per una potenza complessiva di 1.821 MW, di cui 36 MW entrati in esercizio solo nel 2019.

Incentivo ex Certificati Verdi: nel 2019 ne hanno beneficiato 1.317 impianti per una potenza complessiva di 13.664 MW: a fronte di un’energia netta incentivata di 25,7 TWh (per metà eolica), sono stati erogati dal GSE circa 2,6 mld€ (350 mln€ in meno dell’anno precedente per via di numerose scadenze e un calo della produzione idroelettrica). Nel 2019 il GSE ha altresì ritirato circa 64.000 Certificati Verdi relativi a produzioni di anni precedenti, sostenendo un costo pari a 6 mln€.

Sono 2.839 (1.651 MW) gli impianti che nel 2019 hanno avuto accesso alle Tariffe Onnicomprensive: sono stati erogati oltre 2,3 mld€, in linea con gli anni precedenti.

Nel 2019 solo quattro impianti hanno ancora beneficiato del meccanismo incentivante ai sensi del provvedimento n. 6/92 del Comitato Interministeriale dei prezzi per complessivi 600 MW; per essi il GSE ha sostenuto un costo di 407 mln€, ritirando 4,3 TWh di energia, di cui 4,1 TWh da fonti assimilate e 0,2 TWh da rinnovabili.

Con riferimento al fotovoltaico, nel corso del 2019 è stata gestita l’erogazione degli incentivi ai 549.212 impianti (17.569 MW) ammessi ai diversi Conti Energia: l’incentivazione ha comportato un costo di 5,9 mld€, circa 200 mln€ in più rispetto al 2018.

Nel corso del 2019, 49.310 impianti hanno beneficiato del regime di Ritiro Dedicato. L’energia ritirata è stata di quasi 10 TWh (0,4 TWh in meno rispetto al 2018), per un controvalore di 515 mln€.

Nel 2019 il GSE ha gestito 710.525 convenzioni per lo Scambio sul Posto (6.002 MW, quasi tutti fotovoltaici), per un costo di 333 mln€. Rispetto all’anno precedente, il numero delle convenzioni gestite è aumentato di quasi 54.000 unità, per un totale di circa 412 MW.

Al 31 dicembre 2019 risultano in esercizio 29 impianti, tutti fotovoltaici, per un totale di 460 kW, installati ai sensi del D.M. 14 febbraio 2017 (incentivazione delle fonti rinnovabili nelle isole minori italiane).

3) Efficienza energetica

Nel corso del 2019 sono pervenute 1.966 richieste procedibili per il riconoscimento della Cogenerazione ad Alto Rendimento, con un incremento del 5% rispetto al 2018.

In riferimento al meccanismo dei Certificati Bianchi, nel 2019 sono giunte 2.358 richieste: 1.744 relative al D.M. 28 dicembre 2012 (467 in meno rispetto al 2018) e 614 relative al D.M. 11 gennaio 2017 (192 in più rispetto al 2018). Nel 2019 il GSE ha riconosciuto circa 2,9 milioni di Titoli di Efficienza Energetica (-24% rispetto al 2018), corrispondenti a un risparmio di energia primaria di 1 Mtep; il 58% dei titoli si riferisce a interventi in ambito industriale, il 31% in ambito civile, il 6% in ambito reti e trasporti e il 5% nell’ambito dell’illuminazione.

Per quanto riguarda la promozione delle rinnovabili termiche e dell’efficienza energetica mediante il Conto Termico, nel 2019 sono pervenute 114.330 domande (+23% rispetto al 2018), corrispondenti a 433 mln€ di incentivi richiesti, di cui 321 mln€ in accesso diretto e 112 mln€ relativi a interventi prenotati dalla Pubblica Amministrazione. Le prenotazioni si riferiscono principalmente a interventi sugli involucri edilizi, le chiusure trasparenti, i generatori a condensazione e gli edifici il cui consumo energetico è quasi pari a zero –Nearly Zero Energy Building (“NEB”)-; a questi ultimi corrisponde la maggiore quota di incentivi prenotati (69 mln€).

4) Altre attività

A partire dal 2013 il GSE gestisce operativamente, a supporto del Ministero dello Sviluppo Economico, il sistema dell’obbligo di immissione in consumo dei biocarburanti per i fornitori di benzina e gasolio. Nel 2019, con riferimento ai biocarburanti immessi in consumo nel 2018, sono stati rilasciati quasi 2,3 milioni di Certificati di Immissione in Consumo.

Il GSE nell’ambito del meccanismo europeo dell’Emissions Trading, in qualità di Auctioneer per l’Italia, ha collocato sulla piattaforma d’asta comune oltre 52 milioni di quote di emissione 2019 (a fronte delle circa 94 milioni di EUA ed EUA A del 2018), con un ricavo totale destinato al bilancio dello Stato di 1,3 mld €, in calo rispetto al 2018 di circa 150 mln€, principalmente a seguito della diminuzione del volume delle quote collocate; rilevante è invece stato l’aumento del prezzo medio delle quote di emissione, salito a 24,6 €/t CO2 (era stato di 15,5 €/t CO2 nel 2018), principalmente per l’operatività del meccanismo europeo c.d. di Riserva di Stabilità del Mercato.

Nel corso del 2019, nell’ambito dell’attività di controllo, sia documentale sia mediante sopralluoghi, al fine di verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa per poter beneficiare dei diversi meccanismi di incentivazione delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, il GSE ha avviato 1.939 procedimenti di verifica, di cui 1.803 con sopralluogo e 136 mediante verifiche documentali.

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